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Le etichette oltremondo

Tutte le nostre etichette sono state interpretate da artisti e da ragazzi “speciali” dell’associazione “Lapsus” di Senigallia (AN). Grazie alla loro creatività ed alle loro abilità ogni etichetta delle nostre birre racconta una storia a cui vorremmo partecipaste anche voi. A presto per la spiegazione di tutto il progetto e per conoscere i nostri designer

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La birra dei lavoratori, la birra sociale.

In occasione del 1 maggio, festa dei lavoratori,
vorremo ricordare le mani che hanno afferrato per anni queste birre, le mani che hanno dato un valore aggiunto a una bevanda che sarebbe ricordata solo come tale se non ci fossero stati loro:

Mani interrate dei campi, mani sporche di fuliggine di miniera, mani erose dalla fatica che ricercavano in un gesto condiviso, del placido, quanto essenziale, conforto.

 

Un brevissimo excursus storico.

Già dalla sua nascita la birra era nata per i lavoratori.
Non a caso, le prime testimonianze, sono addirittura A.C, in terre di grandissimi lavoratori, come: Mesopotamia ed Egitto.
In Mesopotamia parte della retribuzione dei lavoratori veniva corrisposta in birra.
Era così preziosa, che non rappresentava solo una paga ma anche una bevanda religiosa, da bere ai funerali per celebrare il defunto.

E vogliamo parlare dell’Egitto? Non ci sorprende che sotto il sole cocente, tra la costruzione di una piramide e l’altra, non sia nato il profondo desiderio di una bevanda rinfrescante!
Se sia arrivata agli schiavi questo non c’è dato sapere ma solo sperare, in compenso, sappiamo di certo, che i faraoni costruirono delle vere e proprie fabbriche, decisamente amavano costruire e gradivano la birra.

Ovviamente la ricetta variava da territorio in territorio, principalmente, il birraio corrispondeva al fornaio, con proporzioni differenti di lievitazione, producevano pane quanto birra.
(Birra di farro kurunnu o birra d’orzo sikaru)
Le proporzioni sono conservate nel più antico dei codici giuridici, il Codice di Hammurabi (1728-1686 a.C.) che condannava a morte chi non rispettava i criteri di fabbricazione, quindi, ironia della sorte:
Chi annacquava la birra rischiava la morte!
Al giorno d’oggi siamo molto più magnanimi, ma si sappia, l’annacquato non lo gradiamo neanche noi!

La birra così simile al pane, fu essenziale per certi momenti storici, e anche oggi, mi sento di dire che ne percepiamo la sua importanza.

Da parte nostra, per l’arrivo in Europa del nostro pane liquido, dobbiamo ringraziare le tribù Germaniche e Celtiche, che tramandarono la ricetta facendola diventare di uso popolare prima tra massaie e poi nei monasteri.

La rivoluzione industriale ruppe un po’ la produzione casalinga, ma non uccise lo spirito popolare che la bevanda aveva portato con sé, anzi, con lo studio del lievito e la produzione a bassa fermentazione, la rivoluzione industriale aveva creato la bevanda ideale per i lavoratori: la Lager, la giusta freschezza, il giusto brio per brevi pause dal lavoro senza troppa ebbrezza.

Con il tempo il birrificio Mestansky Pivovar, decisero di sopperire ai problemi di torbidezza della Lager, utilizzando tutti prodotti più nobili/genuini: acqua povera di sali minerali, il luppolo boemo Zatec e la miglior ricetta bavarese…Tutto ciò diede vita alla prima Pils, come la conosciamo oggi, leggera,  dolce, con note meno pungenti della Lager.

 

Torniamo ad oggi a Oltremondo e oltre.
La storia è bella, perché ci ricorda da dove veniamo e ci lascia un po’ di nostalgia.
Quando parliamo di lavoratori, di momenti conviviali, non possiamo non pensare al nostro circolo Oltremondo a Monteporzio.

Noi lo abbiamo preso in gestione nel 2019, ma lui nasce già negli anni 90, come luogo per il dopo lavoro.
Lì potevi incontrare quelli che tornavano dal famoso Lussemburgo, dalla Svizzera! dal Belgio! e non da meno, quelli del campo vicino.
Tutti avevano una fatica condivisa con orgoglio e un gran bisogno di rilassarsi.
Quando lo abbiamo preso in gestione noi, volevamo che mantenesse quest’anima pura, ricca di belle persone che condividono non solo il piacere di una birra, ma tutto ciò che quella birra rappresenta per la loro giornata.

Noi siamo pronti a ripartire alla grande, abbiamo tanto tempo da recuperare, oltre a tante storie, idee, musica, partite, salatini e…ovviamente lei: La birra!
Man non una birra qualunque.
In onore a i principi e i valori fino ad ora raccontati, abbiamo creato una nuova birra che uscirà a metà maggio, se avete seguito il flusso dei nostri pensieri, capirete anche che la nuova birra non poteva che essere lei: Una Pils nata a maggio con tanto coraggio!


Ci sono dei fusti pronti e dei sogni in lievitazione.
Speriamo di vedervi presto.
Intanto tra una birra e l’altra pensateci.
Buon 1° maggio, buona festa dei lavoratori!